Corfù Veneziana ripresa da Tiziano Biasioli

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La pianta - in pietra d’Istria - della città di Corfù all’esterno della Chiesa di S. Maria del Giglio a Venezia
 
Progetto in video
 
Corfù Veneziana
La chiave del Golfo di Venezia
 
 
Regia e Copyright di Tiziano Biasioii
 

 

Nell’ambito del nostro progetto “Il Leone di Venezia nel Mediterraneo” proponiamo ora il video “Corfù Veneziana”, Isola strategicamente fondamentale per l’esistenza della Serenissima.

Trovandosi, infatti, all'entrata del Mare Adriatico, chiamato qualche secolo fa anche Golfo di Venezia, la sua eventuale conquista da parte del Turco avrebbe minato il corridoio di navigazione delle sue navi verso il Mare Mediterraneo e compromesso irrimediabilmente i commerci.

 
 

Significativo l’intervento della Serenissima quando nel 1716 nominò Matthias von der Schulenburg a difendere Corfù, l’ultimo baluardo di Venezia e della cristianità.

 
 

Il feldmaresciallo tedesco, con forte inferiorità di mezzi e truppe, riuscì a respingere i furiosi e continui attacchi dei Turchi che assediavano l'Isola a tal punto che furono costretti ad abbandonare Corfù.

 
 
Statua del feldmaresciallo Matthias von der Schulenburg con lo sfondo della Fortezza Vecchia
 
 

L'evento fu talmente importante che Venezia gli dedicò una statua "adhuc viventi", mentre era ancora in vita. Non solo: un’altra statua gli fu eretta a Verona mentre il suo mausoleo si trova ancora presso l’Arsenale a Venezia!

 
   
 
   

Il filmato, facendo parlare le immagini accompagnate da semplici descrizioni, inizia da Venezia con una brevissima storia della Serenissima e delle sue rotte commerciali, che passavano tutte ai lati dell'Isola di Corfù sul mare Ionio.

Si presenteranno le due straordinarie fortezze, siglate da un gran numero di leoni marciani, per entrare poi nella città vecchia nella quale sono ancora molto vive le atmosfere veneziane.

 

Fortezza vecchia
 

Fortezza nuova
 

 

Durante questo viaggio in centro città e in isola si evidenzieranno le forti tracce di venezianità, lasciate durante i 400 anni di dominio, soffermandosi anche su architetture nobili e popolari, chiese e monasteri, calli, campielli, villaggi veneziani, altre fortezze, coltivazioni di ulivi,

magazzini del sale,
 
vere di pozzo,
 
 
e addirittura un arsenale per riparare le galere.
 
 

Inoltre: cognomi e toponimi di origine veneta, ma anche nomi di cibi tradizionali: pastissada, sofrito, brodeto, sardee in savor.

 

Fortezza Nuova
 

 
Qualche nota storica
Copyright Tiziano Biasioii
 
 

In centro della città di Corfù si erge una piccola chiesa dedicata a S. Maria di Tenedo. Sulla facciata possiamo ancora leggere in latino “Sub umbra alarum tuarum protege nos - Sotto l’ombra delle tue ali proteggici”.

 
 

E’ una significativa iscrizione di questa isola, mai sotto il giogo ottomano, veneziana per 400 anni (1386 - 26 febbraio 1797) e strenuamente difesa perché considerata Chiave del Golfo Adriatico e “bel zoiello” della Repubblica Veneta.

La dominazione iniziò nel 1386 quando i veneziani assediarono Corfù con un imponente esercito guidato da Francesco da Carrara, Signore di Padova, sconfiggendo il presidio Angioino.

L'acquisto definitivo avvenne nel 1402 quando il Re di Napoli Ladislao II cedette tutti i suoi diritti a Venezia per 30.000 ducati d’oro.

Venezia costruì fortezze o sviluppò quelle esistenti, incentivò la crescita economica, la pesca, l'artigianato, la coltivazione delle olive; per esempio provvide alla erogazione di sovvenzioni di 42 monete d’oro per ogni 100 ulivi piantati.

 

Fortezza Vecchia
 

L'amministrazione fu affidata a un Bailo, scelto fra le famiglie aristocratiche; aveva il compito di giudice, di riscuotere tributi, della difesa dei territori. Fu poi affiancato da un Provveditore, da un Capitano e dai consiglieri.

Dal 1500 Corfù fu sede del Provveditor General da Mar o di Levante, che estendeva il suo potere a tutte le isole veneziane del Mediterraneo.

L'Istruzione era prerogativa esclusiva del clero all'interno dei monasteri ma è molto interessante notare che le classi agiate andavano a studiare negli atenei italiani.

Particolarmente apprezzata fu l’Università di Padova dove ancor oggi possiamo notare e ammirare in Cortil Nuovo e in Aula Magna gli stemmi delle casate degli studenti corfioti.

 
Copyright Tiziano Biasioii
 
Vedi anche
 
 
Per Cristo e Venezia

Recensione del libro sul Feldmaresciallo Schulenburg
Venezia contro i Turchi nell'Isola di Corfù