Marcinelle-reportage-di-Tiziano-Biasioli
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70 anni fa la Catastrofe di Marcinelle

 

 
 

70 anni fa 262 minatori, su 274 intrappolati nei pozzi, perdevano la vita nella miniera di Marcinelle in una delle più gravi tragedie del lavoro.

Provenivano da dodici nazioni europee; 136 erano italiani e tra questi 5 veneti, partiti con il desiderio di costruire un futuro migliore.

Con loro morì la speranza delle giovani vedove, fidanzate e dei bambini che rimasero orfani.

Ecco il loro nomi:
Guerrino Casanova, 33 anni, di Montebelluna, Treviso. Lasciò moglie e 2 figli.
Giuseppe Corso, 36 anni, di Montorio di Verona.
Dino Della Vecchia, 30 anni, di Sedico, Belluno.
Mario Piccin, 37 anni, di Codognè, Treviso. Lasciò moglie e 5 figli.
Giuseppe Polese, 22 anni, di Cimadolmo, Treviso.

I gueules noires
, musi neri, vivevano su baracche di lamiera degli ex campi di prigionia, lavoravano un chilometro sottoterra con la polvere che distruggeva i polmoni.

Un minatore da noi intervistato diceva che, ancora dopo vent’anni di pensione, quando la mattina si soffiava il naso sporcava di nero il fazzoletto.

 

           


E’ utile una nota storica per inquadrare la tragedia.

Il carbone di Marcinelle (Belgio) serviva all'Italia del dopoguerra per alimentare la ricostruzione e le industrie siderurgiche in base all’accordo bilaterale "braccia contro carbone".

Il frutto del Protocollo Italo-Belga del 1946 prevedeva l’invio di duemila uomini a settimana e, in cambio dell’afflusso di braccia, il Belgio si impegnava a fornire all’Italia disastrata del dopoguerra 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore.

Fu così che tra il 1946 e il 1956 più di 140 mila italiani andarono a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia in cerca di fortuna.

Il reportage che vi presentiamo è stato da noi realizzato l’8 agosto del 2002 nel quadro della serie di documentari “I Veneti nel Mondo” realizzati per la Regione Veneto.

In tale occasione è stata inaugurata al Bois du Cazier "Maria Mater Orphanorum", la Campana nata per commemorare le vittime.

Fusa ad Agnone in Molise, risuona alle 8 e 10 con 262 rintocchi: uno in ricordo di ciascuna vita spezzata.

All’evento erano presenti il Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Travaglia e l’Assessore per l’Emigrazione della Regione Veneto Raffaele Zanon.

E’ da notare che quella tragedia segnò l’inizio in tutta Europa di un radicale cambiamento nella tutela del lavoro in miniera e non solo.

Ringraziamo il Museo del Bois de Cazier, la Regione Veneto e le Associazioni di Veneti nel Mondo.


 


 

 Sito minierario Bois de Cazier
 
 

 

Il Monumento al minatore a Marcinelle
 


 

 

Inaugurazione della Campana "Maria Mater Orphanorum"
 

 

 

 
 
Il Museo e la documentazione fototografica
 

 
 

 

Programma della Mostra

Veneti nel Mondo

presso il piano Nobile del Gran Caffé Pedrocchi di Padova - 2002

 

 

 

 

 

 

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